Asllani in crescita, tanta fiducia in Verona-Inter: voto importante – CdS
Prestazione di livello in Verona-Inter per Kristjan Asllani, che non fa rimpiangere Hakan Calhanoglu: voto 7 in pagella per lui

Con il problema muscolare rimediato da Hakan Calhanoglu durante Turchia-Galles, Verona-Inter di ieri era decisamente la partita di Kristjan Asllani. Il centrocampista albanese non ha deluso le aspettative, come confermano anche le pagelle del Corriere dello Sport
IN CRESCITA – Un’occasione importante quella di ieri in Verona-Inter per Kristjan Asllani (7 in pagella), chiamato a sostituire Hakan Calhanoglu dopo l’ennesimo problema muscolare di questo inizio stagione. E il centrocampista albanese non se l’è lasciata scappare. Prestazione attenta, pulita, sia in fase difensiva che in fase di impostazione. Ne è una dimostrazione in questo senso anche l’assist per lo 0-4, una palla precisa e praticamente senza guardare la sua, che ha trovato uno Stefan de Vrij tutto solo a centro area: battuta di prima intenzione, gol e poker calato. Insomma, nonostante in molti non abbiano fiducia in Asllani, lui dimostra eccome di poterci stare in questa Inter.
Kristjan Asllani si responsabilizza: dopo Verona-Inter iniezione di fiducia importante
NESSUN BALLOTTAGGIO – Come aveva dichiarato anche Simone Inzaghi nel prepartita, non esiste alcun ballottaggio tra Kristjan Asllani e Piotr Zielinski per sostituire Hakan Calhanoglu in quel ruolo. Con il polacco schierato lì soltanto quando anche l’ex Empoli non era a disposizione. Insomma, tanta la fiducia che il tecnico ripone nel giovane regista, come dimostra anche Verona-Inter di ieri. Fiducia ben riposta, perché Kristjan Asllani si responsabilizza e prende in mano le chiavi del centrocampo, senza far rimpiangere Calhanoglu. Che resta in ogni caso, giova ricordarlo, il titolare inamovibile e indiscusso. Resta da capire ora quali saranno le scelte contro il Red Bull Lipsia martedì. Quel che è certo è che Kristjan Asllani è pronto per confermarsi, se Calhanoglu non dovesse essere pronto.
FONTE: Corriere dello Sport, Alberto Polverosi



