Hummels: «Con Juric ero giù, senza l’esonero sarei andato via!»
Mats Hummels, difensore della Roma, ha parlato della sua annata in giallorosso e del complicato periodo vissuto durante la gestione Juric.
RITIRO – La gara contro il Torino sarà l’ultima della carriera di Mats Hummels. Il difensore della Roma ha già annunciato di voler appendere gli scarpini al chiodo al termine della stagione. L’emittente tedesca ZDF ha realizzato un documentario dedicato all’ultimo anno della carriera dell’ex Borussia Dortmund, intervistato durante i momenti più importanti della stagione. Il giocatore ha ripercorso anche il periodo più complicato della sua permanenza in giallorosso, ovvero la gestione Juric.
Roma, Hummels: «Juric mi ha spinto nell’insignificanza. Senza il suo esonero sarei esploso»
RETROSCENA – Queste le sue parole: «Se Juric non fosse stato esonerato dopo la partita contro il Bologna, probabilmente la settimana successiva me ne sarei andato, sì. Sì, credo proprio di sì. Avrei lasciato perdere. Preferisco giocare male piuttosto che non giocare affatto. Essere spinto nell’insignificanza da Juric… è stato brutale. Mi ha davvero buttato giù. Non è stato facile affrontarlo.»
SFOGO – Poi aggiunge: «Mi era chiaro che se non fosse arrivato un cambio in panchina, sarei dovuto andare via, perché altrimenti sarei esploso prima o poi. Cerco di gestirla in modo professionale, non dico nulla pubblicamente. E credo di non averlo mai fatto, nemmeno nei momenti in cui non giocavo. Ma dentro, ovviamente, ribolle tutto. Cioè, proprio al punto da fare delle brutte partite anche quando finalmente giochi qualche minuto. Devo accettarlo così com’è adesso, ma dentro di me penso anche: ‹Ehi, non me lo meritavo›. Quello che mi ha infastidito è stato che, in una conferenza stampa, credo abbia detto qualcosa tipo: ‹Non guardo ai curriculum o a ciò che uno ha raggiunto›. Ma il mio pensiero era: ‹non stiamo giocando bene, la situazione non è buona, non otteniamo risultati›. Come ti viene in mente di non provare almeno a farmi giocare? Cioè, se vinciamo ogni partita, anche senza giocare bene, se tutto funziona, se vinciamo sempre e facciamo spesso clean sheet, allora lo capisco. In quel caso, mi metto anche io lì e penso: ‹sì, lo farei anch’io da allenatore›. Ma io ero lì a pensare: ‹lo sai che so difendere, che so come funziona il calcio. Fammi almeno scendere in campo e dammi una possibilità›. Sì, alla fine me l’ha data, una sola volta.»



