Tottenham-Manchester United, Amorim: «Voglio concentrazione»
Tottenham e Manchester United si contenderanno l’Europa League, con Amorim che ha preso parte alla conferenza stampa della vigilia. Di seguito le parole del tecnico dei Red Devils.
MATCH – Tottenham e Manchester United si sfidano nella finale di Europa League in un derby inglese dal sapore di riscatto. Entrambe hanno vissuto una stagione deludente in Premier League, chiudendo rispettivamente al 16° e 17° posto, ben lontane dalle posizioni che contano. Per questo la finale di Dublino rappresenta l’ultima occasione per dare un senso a un’annata complicata e, soprattutto, per strappare un pass per la prossima Champions League. Nonostante le difficoltà domestiche, il cammino europeo di entrambe è stato solido, segno che in gara secca riescono ancora a esprimere intensità e determinazione. In campo si affronteranno due squadre con tante fragilità ma anche con il potenziale per colpire. Sarà una partita nervosa, dove l’equilibrio potrebbe regnare sovrano. A fare la differenza potrebbero essere i dettagli, i calci piazzati o un lampo individuale. La posta in gioco è enorme: non solo un trofeo, ma la salvezza dell’intera stagione.
Tottenham-Manchester United, la conferenza stampa di Amorim!
PAROLE – «Nell’ultima partita contro l’Athletic Bilbao abbiamo potuto far riposare qualche giocatore perché avevamo paura di qualche infortunio. Poi abbiamo avuto qualche settimana per preparare la partita. In questi 5 giorni prima della finale abbiamo dato tempo ai giocatori di allenarsi e concentrarsi al meglio. Per me è assolutamente chiaro: dobbiamo essere qui per competere al massimo. Ho detto ai giocatori di mostrare qualcosa, la concentrazione, di aver la capacità di controllare qualsiasi partita, che sia in Premier League o che sia la finale di Europa League»
CHAMPIONS LEAGUE – «Il nostro club può generare entrate anche senza la Champions. È un club enorme, con tifosi in tutto il mondo ed è un grande marchio. Dobbiamo solo restare concentrati e fare le cose nel modo giusto. Non la vedo in quel modo. Io gioco sempre per qualcosa di più grande di me stesso: alleno per i miei giocatori, per lo staff e soprattutto per i tifosi»



