Mkhitaryan spiega l’Inter: ancora con la Juventus limite di testa


Le parole di Mkhitaryan post Juventus-Inter spiegano in modo chiaro che i nerazzurri hanno un problema di testa radicato e continuo, che non cambia malgrado i risultati in campo.
SPIEGAZIONE TRASPARENTE – Come spesso capita, Mkhitaryan è onesto e trasparente nelle sue dichiarazioni alla stampa. A un livello quasi inspiegabile. Nel post partita di Juventus-Inter infatti l’armeno non si è nascosto, e ha voluto spiegare quelli che sono stati i motivi della sconfitta della sua squadra. Con un focus specifico sull’aspetto mentale.
PROBLEMA BEN CHIARO – Le parole dell’ex Roma non lasciano dubbi tanto sono nette. Il problema dell’Inter è tutto nella componente mentale. Un atteggiamento di superiorità dato dalla consapevolezza di essere forti. Dall’aver dimostrato sul campo una superiorità tecnica anche netta su praticamente ogni avversario. Un punto di partenza al confine dell’arroganza, che evidentemente è radicato in profondità nel gruppo. E nella pratica si traduce in due situazioni, entrambe già pagate in stagione.
DUE CONCRETIZZAZIONI – La prima riguarda gli approcci molli alle partite. Le sfide considerate facili da portare a casa vengono sottovalutate. Un atteggiamento visto contro alcune piccole, con tempi interi persi a giochicchiare al piccolo trotto, ma anche in big match come il derby di andata col Milan. Ma questo modo di pensare è così radicato da arrivare a pesare anche nello sviluppo delle partite. La seconda situazione infatti si allarga nella gestione delle gare sui novanta minuti. Perché l’Inter abbassa la tensione pure quando ha approcciato bene. Nel corso dei minuti la squadra vede che il gioco funziona, pensa di poter vincere e si adagia sulla sua superiorità. Arrivando così a mettere in discussione un risultato potenzialmente a portata. In questo gli esempi sono le due sfide proprio con la Juventus. In cui i nerazzurri entrambe le volte si sono trovati a perdere punti dopo essere parsi in controllo del match. Una problematica doppia, che arriva a sommarsi. Ma, come se non bastasse, la cosa assurda è che Mkhitaryan lo dica oggi, arrivati quasi a marzo.
Mkhitaryan, si cambia veramente? Le ultime partite dell’Inter
COME SI CAMBIA?- L’Inter infatti ha già alle spalle sei mesi pieni di stagione. Con quasi quaranta partite affrontate. Partite in cui, come detto sommariamente, i problemi legati a questo modo di pensare sono già emersi. A più riprese. Compromettendo i risultati. Ma si potrebbe pure ridurre l’ottica al solo 2025 per trovare già troppe esemplificazioni della tara mentale evidente della squadra. Pensate ai due derby e alla sfida con la Fiorentina, prima di Juventus-Inter. Tre di queste vissute negli ultimi quindici giorni. Che Mkhitaryan parli ancora di questo atteggiamento mentale della squadra come un fatto in essere è semplicemente gravissimo. Significa che l’Inter non impara dai suoi errori. Non basta nemmeno perdere punti in campo, o persino il primo trofeo stagionale, per cambiare rotta. Un sintomo preoccupante in vista dell’ultima parte di stagione. Sia della mentalità della squadra sia della capacità di Inzaghi di motivare i suoi.
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