Di Francesco: «Esonero? Non ci penso. La squadra merita di più!»
Eusebio Di Francesco, allenatore del Venezia, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match contro il Bologna, in programma domani sera alle 20:45.
SPERANZE – Dopo la pesante seppur immeritata sconfitta contro il Lecce, il Venezia fa visita al Bologna per cercare di smuovere la sua classifica ed uscire dalla zona retrocessione. Il tecnico Eusebio Di Francesco, che contro gli emiliani potrebbe giocarsi la panchina, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del match.
Venezia, Di Francesco: «Dopo il Lecce non ho dormito. Esonero? Penso a cercare di fare risultati»
LECCE – Queste le parole del tecnico, a cominciare dalla partita con il Lecce: «Non ho dormito. A Coverciano ci hanno insegnato la “regola delle tre C”: coerenza, competenza e la terza la capite da soli (ride, n.d.r.). Ma non ci possiamo basare sulla fortuna. Questa squadra merita di avere maggiori soddisfazioni. Sono arrabbiato per quella che è stata la partita. Attorno a noi ci sono stati soprattutto commenti distruttivi. Un po’ di preoccupazione nella vita serve sempre. Quando esco di casa mi sento spesso dire “mi raccomando”, una frase che sentivo da mia madre. Ma condivido che serva l’elmetto, è una partita difficile, ma abbiamo dimostrato di poterci stare, di non essere di passaggio.»
ESONERO – Sul suo futuro: «A volte guardare quello che si mostra è importante, anche se alla lunga i risultati sono importanti nel nostro campo. Non cerco alibi e non farei comunque una colpa ad una società che può fare delle scelte differenti, fa parte del gioco. In questo momento è l’ultimo dei miei pensieri. Penso a lavorare e cercare risultati.»
BOLOGNA – Sull’avversario: «Ha una rosa ampia, secondo me ha fatto una buona gara contro una squadra buona, con giocatori forti. Italiano lo conosco e vuole sempre una squadra propositiva, aggressiva, dove loro sono molto bravi a creare superiorità numerica sugli esterni per andare al tiro o al cross. Dovremo essere bravi ad invertire il trend ed i pronostici, dato che ovunque andiamo si dice che siamo sfavoriti.»



