Spinazzola: «A Napoli grazie a Conte. Amo la città! Sull’infortunio»
Spinazzola è stato ospite ad un episodio di Drive&Talk dove ha parlato dell’infortunio dell’Europeo, dell’arrivo a Napoli e dell’atmosfera. Di seguito le parole del terzino partenopeo.
NAPOLI – «La vista del Golfo di Napoli? E’ una meraviglia sempre di più, ogni giorno che passa. Ogni giorno che faccio queste curve è ancora più bella, sono innamorato. Rientro a casa, anche se ho avuto una giornata nervosa, tra i bimbi, mia moglie e apro la finestra e bellissimo, una meraviglia. In macchina con i bambini, ma anche in casa, ascoltiamo musica. Poi si gioca con la palla e i colori, ma ci deve stare la musica. Miriam, mia moglie, sveglia tutti, io li ascolto mentre si cambiano, ma sono ancora sdraiato e ci metto 10 minuti per alzarmi. Quando Miriam veste Sofia e vanno di là a fare colazione, mi alzo anche io verso le 7:10. Mi alzo, caffettino e non mangio inizialmente, ho bisogno di un’oretta per farmi venire fame, caffettino e terrazzo, mi metto lì e sto cinque minuti, se c’è il sole fisso il sole: è uno dei momenti più belli. Non sono abituato a svegliarmi alle 7, quando andavo a scuola mi svegliavo alle 7:30-7:40, stavo a pochi metri dalla scuola. Mi svegliavo, facevo in un secondo tutto e andavo a scuola. I primi tempi qui la sveglia era alle 6:50, ci dovevamo abituare anche alla strada che non conoscevamo. Ci svegliavamo alle 6:50: la prima volta ho alzato la tapparella e ho detto “bellissimo” perché c’era l’alba. Il giorno dopo dico “No le 6:50 di nuovo, però non vedo l’ora”. E’ pazzesco, una roba incredibile»
Spinazzola, dall’infortunio all’Europeo alla chiamata del Napoli!
INFORTUNIO – «Lì feci una cosa da matto vero! Tre giorni dopo l’operazione ero in panchina, sono matto! Ero pazzo… Poteva succedermi qualcosa. Per i primi tre mesi ero carico. Poi, il buio. Quella fu la fine. Quella fu vera depressione. Come l’ho gestita? Mia moglie, i miei amici che venivano sempre e io andavo sempre da loro. Prima ci andavo raramente, non andavo spesso a Foligno. Ma in quei mesi scappavamo sempre a Foligno. Ne sentivo il bisogno. So che è sia un mio pregio che un mio difetto, ma sono davvero testardo. Quando mi sono infortunato, ho detto: “Quattro mesi e sarò di nuovo in forma”. Dopo quattro mesi, ho avuto due mesi proprio difficili… In effetti, ho avuto persino nella testa uno stacco, non ricordo cosa è successo prima, in tante cose. Andavo al campo di allenamento ma non ero me stesso. Voglio dire, ero lì, poi alcuni giorni esplodevo di danza e di gioia, però non mi aprivo, era difficile starmi accanto, ma perché io non volevo. Ero entrato in protezione»
CHIAMATA – Queste le parole rilasciate da Spinazzola riguardo la spinta che lo ha portato ad accettare il Napoli: «Appena ho saputo alla tv che il mister Conte avrebbe firmato per il Napoli, ho detto: “Vado al Napoli”. Finito. Senza neanche una telefonata, senza niente, io sapevo già… ho detto: “vado a Napoli”. Fin dall’inizio ho pensato che avremmo potuto fare molto bene, perché la squadra era già forte. Poi sapevo che con il mister sarebbe diventato ancora più forte»



