Tre ex giocatori che hanno fatto la storia del Milan e hanno lasciato il segno in rossonero. Ora suggeriscono le prossime mosse al diavolo.
LE INTERVISTE – In una triplice intervista alla Gazzetta dello Sport, Tassotti, Donadoni e Galli danno i loro consigli al futuro tecnico del Milan e suggeriscono i colpi di mercato. Di seguito le loro parole.
TASSOTTI : «Al Milan occorre una rosa più profonda, con rinforzi in tutti i reparti. Io penso che Fonseca troverà una squadra forte, attrezzata per fare bene, e comincerei non vendendo nessuno dei big. È vero che i rossoneri sono arrivati per due anni lontani dal primo posto in termini di punti. Ma è altrettanto vero che Napoli e Inter hanno fatto qualcosa di straordinario. Le ultime due stagioni sono state davvero particolari. E il Milan, in quella appena finita, è pur sempre arrivato secondo».
DONADONI : «Il punto di partenza di Fonseca è corretto: una squadra che vuole lottare per lo scudetto non può prescindere da un grande centravanti, tant’è vero che il Milan dell’ultimo scudetto ne aveva due, Ibrahimovic e Giroud. Quel Milan però aveva forza anche in mezzo al campo e dietro: per alzare il livello occorrono un centrocampista difensivo e un centrale di difesa. Mi sembra di capire che la società si sta muovendo per profili giovani ma che hanno già dimostrato qualcosa, come Fofana del Monaco: è la linea degli ultimi anni, ha dato spesso i suoi frutti ma presuppone anche una quota minima di pazienza, perché non tutti i giocatori giovani si ambientano subito, specialmente in un grande club come il Milan».
GALLI : «Per lottare per il titolo la squadra deve prima di tutto ritrovare la solidità difensiva di due stagioni fa. Per questo penso che, oltre al nuovo attaccante, il club debba lavorare per regalare a Fonseca un incontrista e un centrale difensivo. Al tempo stesso credo sia il caso di iniziare a eliminare le scorie dell’ultimo campionato: ok, è andata male, il Milan ha chiuso al secondo posto ma con un gap importante dall’Inter, però la squadra è forte ed è giusto che il nuovo allenatore guardi alla rosa con fiducia. Non è tutto da buttare via, anzi».



