ESCLUSIVA CN – Pastore: «Milan, rivoluzione necessaria! Como può fare come il Parma»
Giuseppe Pastore, giornalista per Cronache di Spogliatoio e Il Foglio, ha parlato in esclusiva a Calcio-News.it. La crescita del Napoli con Antonio Conte, la griglia di partenza della prossima stagione e le strategie di alcune big del calcio italiano sono stati i temi trattati.
Pastore, la griglia di partenza della Serie A e il ‘fattore continuità’ al Napoli
Pastore, molto deve ancora avvenire nell’avvicinamento alla nuova stagione di Serie A. Ad ogni modo, a partire dai dati di realtà che abbiamo oggi a disposizione, si può considerare ora il Napoli favorito per lo scudetto?
Manca il mercato da valutare e studiare. In questo momento è chiaro che il Napoli dà l’impressione migliore perché ha: trattenuto il suo allenatore – resistendo alle offerte altrui – preso De Bruyne e dimostrato di avere tanti soldi a disposizione per investire in tutti i reparti. Mi sembra che abbia anche chiarezza di progetto, cosa che non hanno ancora l’Inter, la Juventus e il Milan, che a mio avviso partono indietro rispetto al Napoli. Lo stesso ragionamento vale per l’Atalanta, squadra che ha cambiato allenatore ed è in questo momento da riformulare. Il Napoli, in questo momento, è in vantaggio di idee. La squadra dell’anno scorso, secondo me, non può durare: se fosse la stessa della scorsa stagione finirebbe lontanissima dalla vetta, per cui va assolutamente migliorata.
Qual è un elemento da seguire con attenzione, secondo lei?
Dal mio punto di vista, la principale incognita risiede nella tenuta di Conte. Ci saranno le coppe, ambizioni maggiori, aspettative più importanti da parte della piazza, la quale si aspetta automaticamente un secondo scudetto consecutivo. Ciò potrebbe essere un problema per una squadra che ha dimostrato di soffrire un po’, nel finale di stagione, l’ansia da prestazione. Questo è l’unico problema del Napoli, che per il resto ha la rosa migliore fatta secondo i criteri di Conte. In tal senso, se il salentino vuole Musah – per una cifra intorno ai 25 milioni – ci sarà un motivo.
Pastore, che Campionato si aspetta ai vertici?
Mi aspetto una media punti più bassa, rispetto allo scorso anno, a meno che non arrivino degli acquisti importanti durante il mercato. Guardo con curiosità alla Roma, che non può spendere molto ma ha un allenatore (Gasperini, ndr.) che – secondo me – può far fare un salto di qualità a una rosa che considero molto buona, come dimostrato nel girone di ritorno.
Il Milan sceglie di attuare una rivoluzione a tutti i livelli: il giudizio di Pastore
Tra le squadre che hanno cambiato pelle, rispetto alla scorsa stagione, vi è indubbiamente anche il Milan. Con Allegri in panchina e vari senatori in procinto di partire, reputi giusta la strada imboccata dai rossoneri?
Sicuramente è più giusta dell’ultima, nella quale emergeva un caos totale causato da dirigenti incompetenti e improvvisati, oltre che da una gestione dall’alto insensata. I risultati sono stati la logica conseguenza di questo disastro. Il fatto di aver preso un dirigente esperto, come Tare, e un allenatore espertissimo, come Allegri, con quest’ultimo che per quanto non sia spettacolare è però molto pragmatico, ci fa capire che quella proprietà ha ammesso di aver sbagliato tutto e di aver compreso di dover fare quello che le si chiedeva da due anni. Cioè prendere dei dirigenti capaci, esperti, che conoscano il calcio italiano e facciano degli acquisti sensati. Mi affascina molto Modrić perché metterebbe nello spogliatoio del Milan tutto quel peso, quel carisma che è mancato. È un messaggio anche a quei giocatori rossoneri, che prima si sentivano dei ‘fenomeni’, ai quali si vuole dire ‘Abbassate un po’ la cresta perché è arrivato un calciatore che può darvi molte lezioni, da questo punto di vista’.
Pastore, come si esprime sul fronte cessioni?
Intanto la cessione di Maignan è saltata. Per me, sarebbe stato un errore vendere un calciatore che è stato capitano ed è dotato di carisma e una certa voglia di rivalsa. Theo è un caso a parte, andrebbe venduto ma è difficile trovare chi se lo compri. Leao e Maignan, secondo me, sono giocatori che possono ancora dare molto al Milan se inseriti in un contesto che non sia caotico e autolesionista come quello dell’anno scorso. Ricordo, in questo senso, l’aver più volte messo in panchina il portoghese per far giocare Chukwueze, Okafor o Joao Félix. Con un po’ di raziocinio e chiarezza, il Milan può entrare tranquillamente tra le prime quattro ed eventualmente inserirsi nella lotta scudetto, non avendo le coppe.
Como, Lazio e non solo: chi può sorprendere nella prossima stagione!
Il Como si candida a migliorare il piazzamento della scorsa stagione. Grazie ai colpi sull’asse Suwarso-Fabregas, pensa che i lariani possano già puntare a un piazzamento europeo?
Beh, come dicevo prima non ci sono tante squadre pronte. A me incuriosisce molto la Lazio di Sarri, ad esempio, che non ha le coppe e può contare su un allenatore espertissimo. Ci sono tante squadre potenzialmente brillanti… e sappiamo anche un’altra cosa: siccome 13 squadre su 20 cambieranno l’allenatore, rispetto all’anno scorso, statisticamente almeno la metà di queste sono destinate a fallire, forse anche a cambiare tecnico nel corso della stagione – come accaduto a Milan, Juventus. Chi mantiene l’allenatore ha un piccolo vantaggio perché non deve più sperimentare, perdere punti per strada a causa della ricerca dell’equilibrio. Il Como, ad esempio, ha già quelle certezze, per cui potrebbe anche sorprendere in questo senso. Sono molto curioso di vedere quale mercato faranno… Baturina è un buonissimo giocatore. Il Como, secondo me, rischia di essere un po’ un Parma, glielo auguro perché quest’ultima squadra ha vinto anche dei trofei.
Pastore, resta un divario tra il Como e le big?
Rimane una piazza pur sempre non al livello delle grandi, per cui c’è l’abitudine a guardarla ‘dall’alto in basso’. Penso al caso di Theo Hernandez, che a gennaio rifiutò i lariani. Forse oggi cambierebbe idea, o forse no, ma c’è da considerare che alcune piazze non saranno mai appetitose come altre. Anche se quella di Como è una realtà che può contare anche sulla vicinanza a Milano: un giocatore potrebbe pensare ‘se vado a giocare al Como, e nel frattempo vivo a Milano, mi sentirò anche un po’ parte del posto in cui vivo’. È interessante perché non abbiamo mai avuto una situazione del genere in Italia. Da un lato è un po’ fastidioso vedere questa squadra che spende in maniera eccessiva, senza dover neanche pensare alla questione del Fair Play Finanziario – che in caso di qualificazione in Europa occorrerebbe considerare – dall’altro è una squadra che gioca bene, ha giocatori importanti e un allenatore ambizioso. Insomma, aria fresca per il calcio italiano rispetto al resto cui siamo abituati. Potrebbero lottare per l’Europa, sicuramente, mentre per la Champions League non lo so. Ci vogliono 70 punti, perché no?
Si ringrazia Giuseppe Pastore per la cordialità e la disponibilità mostrata nell’intervista. La riproduzione parziale di questa intervista esclusiva è possibile previa citazione dell’autore (Michele Maresca) e della fonte (Calcio-News.it) con il link al contenuto originale, come indicato nel disclaimer qui sotto.



