Fabio Pecchia, tecnico del Parma, ha presentato in conferenza stampa la sfida di domani alle 18:30 in casa contro il Genoa, sfida già delicata in ottica salvezza.
SCONTRO DIRETTO – Il Parma cercherà di replicare l’ottima prestazione arrivata nel turno infrasettimanale contro la Juventus anche domani sera, quando alle 18:30 al “Tardini” arriva il Genoa, in un vero e proprio sconro diretto per la salvezza. Il tecnico degli emiliani Fabio Pecchia è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del match.
Pecchia: «Ho bisogno di tutto il gruppo. Il Genoa ha qualità ed energia»
RIPETERSI – Queste le sue parole: «Il Genoa non è una brutta squadra e noi abbiamo fatto le nostre prestazioni anche contro Como, Lecce, Bologna. Vogliamo continuare a farle, anche domani contro il Genoa. La nostra organizzazione è chiara, vogliamo portarla su ogni campo in casa come in trasferta, contro chiunque. Quello che manca in questo momento è la vittoria, ma è chiaro che vogliamo giocare a calcio in questo modo.»
GENOA – Sull’avversario di domani: «Ho visto le ultime partite e al di là di ciò che si dice, che fa parte del calcio, è una squadra viva, che anche contro la Fiorentina si è giocata la sua partita. Hanno energia e voglia di rimanere sempre dentro, con quella giusta dose di esperienza per gestire questi momenti. Io penso a ciò che dobbiamo fare noi, conosciamo le qualità dell’avversario, la partita da fare sul campo può esser diversa rispetto a quella di mercoledì ma rimane un avversario con un’idea precisa.»
GRUPPO – Sul puntare su tutta la rosa: «Se ne parla meno perché non voglio esser ripetitivo ma questa per me è la base su cui costruire una squadra e un’organizzazione di calcio. Se non c’è questo clima e questo forte senso di appartenenza, i valori tecnici poi vengono espressi in tono minore. Continuo a dire che ho bisogno di tutto il gruppo, tutti dentro. Pretendo da tutti, anche da chi finora è rimasto ai margini, da loro pretendo ancora di più perché non è semplice star fuori. Negli allenamenti pretendo ancora di più da loro, perché per chi gioca è più facile avere gratificazione.»



