Gattuso si presenta: «Sogno che si realizza, vogliamo il Mondiale!»

Il nuovo CT della Nazionale italiana Gennaro Gattuso si è presentato oggi a Roma in conferenza stampa, affiancato dal Presidente della FIGC Gabriele Gravina.
RINGHIO – L’Italia ha il suo nuovo commissario tecnico: è cominciata oggi con la conferenza stampa di presentazione l’era di Gennaro Gattuso alla guida della Nazionale. L’ex Napoli è chiamato a dare una scossa a tutto l’ambiente dopo la separazione con Spalletti in seguito alla brutta sconfitta con la Norvegia, che ha complicato il percorso verso la qualificazione ai prossimi Mondiali, con lo spettro dei playoff molto concreto.
Italia, Gattuso: «Serve entusiasmo e compattezza. Vogliamo riportare la mentalità che ci ha contraddistinto negli anni»
SOGNO – Queste le sue parole: «Questo è un sogno che si realizza. Non sarà un compito facile, ma nella vita nulla è facile. C’è poco da dire, bisogna lavorare. Da anni si dice che non abbiamo calciatori: io credo che bisogni solo entrare nella loro testa per farli rendere al meglio. Il mio obiettivo e quello dello staff sarà quello di riportare l’Italia al Mondiale, che è fondamentale per noi»
MENTALITÀ – Aggiunge: «La Nazionale di cosa ha bisogno? Di entusiasmo, di compattarci e di restare uniti nei momenti di difficoltà. Il mio obiettivo è quello di portare gioia, di creare una famiglia. Poi i moduli, la tattica vengono dopo. Ora dobbiamo riportare quella mentalità che ci ha contraddistinto negli anni. Penso che abbiamo una squadra forte. Una squadra, non singoli. Sono convinto che il gruppo abbia valori che possano raggiungere l’obiettivo. Quando mi hanno chiamato non ho esitato un istante. C’è da lavorare ma abbiamo le doti per raggiungere l’obiettivo»
SQUADRA – Sulle prime parole avute con i giocatori: «Quando ti senti solo in campo diventa dura. Dobbiamo riuscire a cambiare questo, ad aiutarci e dire le cose che qualcuno non vuole sentire. In questi giorni ho chiamato 35 giocatori, ho sentito tutti. Anche Chiesa, a cui ho detto di giocare con continuità. Sono giocatori che sono stati fuori ma che possono dare una mano. Ma a parlare è il campo: se si fanno le cose bene, le porte della Nazionale sono aperte»



