Napoli, Ngonge: «Ruolo? Mi sono dovuto adattare. Su Conte»
Ngonge, attaccante del Napoli, ha rilasciato una dichiarazione in cui racconta vari aspetti di questa stagione. Passa dalla partita disputata contro il Milan della scorsa settimana, fino al suo ruolo prediletto e all’aneddoto su Conte. Di seguito le sue parole rilasciate ai microfoni di Radio CRC.
MILAN – «Contro il Milan era una partita importante in casa nostra: dovevamo aggredire e far vedere da subito che siamo forti. Era normale iniziare così, perché noi siamo il Napoli. Si è visto nel primo gol come l’abbiamo preparata: si è trattato di una giocata che abbiamo provato in allenamento per tutta la settimana. L’abbiamo preparata bene ed è stata interpretata correttamente dai giocatori in campo. Noi che siamo entrati dalla panchina abbiamo cercato di aiutare la squadra nella parte finale del match, portando un po’ di energia fresca. Si vedeva che facevamo fatica, perché il Milan attaccava con tanti giocatori forti, come Leao. Non era facile, ma siamo riusciti a portare a casa i tre punti. Cose da migliorare? Magari mantenere di più la calma, soprattutto a fine partita. Dobbiamo continuare a guardare la palla, mantenere alta la pressione, senza abbassarci troppo e senza lasciarli giocare»
Napoli, Ngonge sul suo ruolo preferito e su Conte!
RUOLO – «Di base io nasco come prima punta, con il tempo mi sono adattato a seconda punta e poi in Olanda sugli esterni. Se facciamo riferimento al ruolo di esterno preferisco giocare a destra a piede invertito, però in generale preferisco giocare come seconda punta. Sacrificio in fase difensiva? Mentirei se ti dicessi che mi piace, ma ovviamente è una cosa che nel calcio di oggi va fatta. È un compito in cui sicuramente ho ancora da migliorare, ma ho 24 anni quindi non mi faccio problemi: posso imparare meglio. Per la squadra ovviamente lo faccio con grande piacere. Conte oltre che abbassarci ed aiutare il difensore laterale, ci chiede di restare molto larghi, senza avere paura di andare nell’uno contro uno e di incidere nelle partite. Un buon cross, un tiro, un passaggio chiave, l’uno contro uno: ci chiede questo»
CONTE – «Prima che arrivasse qui avevo parlato con un calciatore dell’Inter che era stato allenato da lui e mi aveva detto che non sarei stato pronto, ma non gli avevo creduto. Poi siamo arrivati in ritiro ed abbiamo fatto 1 mese di fatica vera e propria. Gli allenamenti sono allenamenti che non ho mai fatto in nessun’altra squadra, ma ci hanno permesso di diventare dei mostri in mezzo al campo, andando anche oltre i nostri limiti. Un sacrificio per un grande risultato»



