Napoli

Mertens: «Sarri-ball spettacolare! Osimhen? Forse meglio qua…»

Dries Mertens, ex attaccante del Napoli oggi al Galatasaray, ha ricordato gli anni trascorsi in azzurro e parlato anche del rapporto con un altro ex partenopeo suo attuale compagno di squadra in Turchia, Victor Osimhen.

CIRO – Con la maglia del Napoli, Dries Mertens ha trascorso senza dubbio gli anni migliori della sua carriera e probabilmente della sua vita. Il suo legame con la città partenopea è rimasto indissolubile, come dimostra il suo essere stato ribattezzato “Ciro” dagli ex tifosi. Oggi il belga è al Galatasaray, insieme ad un altro ex azzurro, Victor Osimhen. L’attaccante ha parlato del suo passato a Napoli e del rapporto col compagno di squadra ai microfoni di Obi One Podcast.

Mertens: «Il calcio a Napoli è una religione. La Juventus la squadra più tosta. Osimhen? Tra i top 3 al mondo»

DIFFERENZE – Queste le sue parole: «Il Galatasaray è un club di fama mondiale. Rispetto a Napoli, la Turchia ha una presenza globale maggiore per numero di persone. A Napoli il calcio è una religione, ma per capire davvero quanto sia importante bisogna conoscere la loro storia. Maradona ha cambiato tutto: ha portato il primo scudetto in una città del Sud, quando sembrava impossibile competere con il Nord.»

NAPOLI – Sugli anni al Napoli: «Quando arrivai, partivo spesso dalla panchina. Poi iniziai a segnare, fare assist… Non ero mai stato un vero centravanti. Poi Higuain andò via, Milik si infortunò e Sarri mi disse: ‹Adesso giochi da attaccante›. Quella stagione fu la più importante: 35 gol, una cosa che non mi sarei mai aspettato. Il gioco di Sarri era spettacolare, il famoso ‘Sarri-ball’. Da attaccante tornavo indietro, risalivo il campo… Sembrava che il pallone ti cercasse da solo per metterlo in rete.»

RIVALI – Sulla squadra più tosta affrontata: «La Juventus, senza dubbio. Avevano esperienza, giocatori tosti come Chiellini, Tevez, Bonucci. Noi giocavamo bene, facevamo punti, ma loro riuscivano comunque a vincere. Arrivammo a 91 punti, record per il Napoli, eppure lo scudetto lo vinsero loro

OSIMHEN – Sul rapporto con Osimhen: «Oggi è nella top 3 degli attaccanti mondiali. Apre spazi, aiuta i compagni, deve solo continuare a credere in se stesso. Gli voglio bene, siamo vicini anche a Istanbul e i nostri figli sono grandi amici. Qui la vita è più tranquilla, forse per lui è anche meglio che a Napoli: più relax, meno pressioni.»

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