Meret: «Vicini allo Scudetto, sarebbe un peccato sciupare tutto!»
Il portiere del Napoli Alex Meret ha parlato delle ultime tre giornate di campionato che separano gli azzurri dal quarto Scudetto della propria storia.
VICINI – Con 3 punti di vantaggio sull’Inter a 3 giornate dalla fine ed un calendario sulla carta agevole, il Napoli è vicinissimo alla conquista del secondo scudetto negli ultimi tre anni, il quarto della storia del club partenopeo. Il prossimo ostacolo della squadra di Conte sarà il Genoa al “Maradona”. Il portiere partenopeo Alex Meret ha concesso un’intervista a Cronache di Napoli in cui ha parlato dell’obiettivo ormai molto vicino.
Napoli, Meret: «Attenzione al Genoa. Conte è il nostro condottiero»
OBIETTIVO – Queste le sue parole: «Arrivati a questo punto del campionato, sarebbe un vero peccato sciupare tutto. Però, ripeto, siamo concentrati al massimo per vincere lo scudetto. Dobbiamo essere consapevoli del fatto che nessuno ci regalerà niente. Anzi, tutti proveranno a toglierci punti. Inoltre credo che Parma e Cagliari saranno ancora in lotta per la salvezza quando le incontreremo noi. Per quanto riguarda il Genoa da affrontare domenica al Maradona, penso che i rossoblù ci potranno mettere in difficoltà visto che arriveranno a Fuorigrotta con la consapevolezza di non aver nulla da perdere. Potranno giocare con serenità. Per questo motivo dovremo stare molto attenti.»
DECISIVO – Sui suoi interventi più importanti in questa stagione: «Secondo me gli interventi che nell’economia del campionato hanno avuto un peso particolare sono stati quelli compiuti contro Yildiz nel successo interno contro la Juventus e il rigore parato a Gimenez, sempre al Maradona. Sono state due parate arrivate in due momenti chiave della stagione.»
CONTE – Sul rapporto col tecnico: «Io sono arrivato in ritiro un po’ più tardi, perché avevo qualche giorno di ferie in più per aver fatto parte della spedizione dell’Italia agli ultimi Europei. Però, ricordo che sin dal primo giorno di lavoro il mister ci ha dato tante motivazioni. Conte sa entrarti nella testa. Posso dire tranquillamente che lo consideriamo il nostro condottiero e noi siamo i suoi soldati.»



