Scaroni: «Furlani e Ibra vanno d’accordo. Contestare non aiuta!»

Il Presidente del Milan Paolo Scaroni ha parlato del delicato momento in casa rossonera, tra campo e questioni societarie.
PRESIDENTE – Il Milan sta attraversando un momento molto complicato, con risultati deludenti sul campo ed una tifoseria completamente schierata contro la società. Il Presidente rossonero Paolo Scaroni ha commentato la situazione attuale del Diavolo nell’intervista concessa ai microfoni de La Gazzetta dello Sport.
Milan, Scaroni: «Cardinale è determinato a vincere. Nuovo stadio? Noi e l’Inter siamo allineati»
SOCIETÀ – Il Presidente rossonero ha parlato del rapporto tra Giorgio e Furlani e Zlatan Ibrahimovic: «Io li vedo lavorare insieme a Casa Milan e vanno d’amore d’accordo. I ruoli sono chiari: Ibra è parte del management di RedBird. È stato criticato perché era assente ma era malato e per noi è un valore aggiunto. Tuttavia, voglio insistere su un concetto: le persone sono importanti, ma il Milan viene prima di tutto. E ne siamo tutti consapevoli.»
PROPRIETÀ – Su Cardinale e le contestazioni dei tifosi: «Al contrario, è più che mai determinato a vincere. Anche se non è tutti i giorni qui, cardinale dedica al Milan molte ore della sua giornata. RedBird ha già portato il club al record dei ricavi più che raddoppiati negli ultimi quattro anni e con le sue competenze è stato utilissimo per il progetto stadio. Certe contestazioni verso chi ha investito 1,2 miliardi per acquistare il club, non sono in modo migliore per sostenerci.»
STADIO – Sul progetto stadio: «Non è più il progetto di Inter e Milan, ma anche dell’amministrazione comunale. Dopo sei anni spesi in prima persona su questo tema, non posso che apprezzare questa larga condivisione. Noi e l’Inter viaggiamo allineati perché abbiamo esigenze simili, lo stesso numero di presenza allo stadio, la stessa necessità di avere posti Premium che ci permettono anche di tenere i prezzi accessibili per tutti gli altri. Ora c’è la volontà comune di costruire un nuovo stadio bellissimo, finalmente all’altezza della città di Milano.»