Immobile rivela: «Dopo l’addio di Sarri sono caduto in un vortice!»
Ciro Immobile è tornato a parlare del suo passato alla Lazio e della sua attuale esperienza in Turchia con la maglia del Besiktas.
CIRO IL GRANDE – Dopo otto stagioni in cui ha battuto ogni record con la maglia della Lazio, Ciro Immobile ha deciso l’estate scorsa di lasciare l’Italia per trasferirsi in Turchia, dove ora è uno dei leader del Besiktas. L’attaccante italiano ha ripercorso i suoi anni in biancoceleste e raccontato il suo entusiasmo per questi primi mesi ad Istanbul nell’intervista rilasciata a Sky Sport.
Immobile: «Alla Lazio era finito un ciclo. In Turchia sto benissimo e mi diverto»
BESIKTAS – Sul passaggio dalla Lazio al Besiktas: «Durante il viaggio dall’Italia alla Turchia ho avuto pensieri positivi: avevo entusiasmo nel dover affrontare questa nuova avventura, nel voler partire col piede giusto. La mia mente era proiettata a fare bene: mi piaceva il fatto di dover cambiare, ma allo stesso tempo ero un po’ spaventato dopo otto anni di Lazio. Ma alla fine avevo l’entusiasmo che hanno tutti quando cambiano squadra: avevo voglia, fame di ricominciare, di avere nuovi stimoli. Ero un po’ triste soprattutto perché avevo lasciato la mia famiglia in Italia. Mi serviva però un impatto così in Turchia: sono entrato, ho segnato due gol, sono stato nominato miglior giocatore della partita e ho alzato il trofeo. Dà una certa carica. Ora in Turchia sto benissimo, questo stadio ti avvolge. Il campionato è di buon livello e sono venuto qui per continuare a fare quello che mi piace: divertirmi.»
VORTICE – L’attaccante è poi tornato sui suoi ultimi mesi alla Lazio: «Dopo l’addio di Sarri, ho vissuto un periodo davvero molto tosto. Da capitano mi sono accollato delle responsabilità che nemmeno pensavo di avere: non ero pronto e sono finito in un vortice più grande di me. E poi è chiaro: se non sei lucido di testa, le gambe non girano come dovrebbero e ti fai male, esattamente come mi è successo. Tutte queste cose mi hanno portato a decidere di lasciare e mi è stata molto di aiuto anche mia moglie Jessica: lei aveva visto un Ciro cambiato, io avevo capito di essere a fine di un ciclo. Unendo queste due cose, il risultato è stato questo.»
RAMMARICO – Poi conclude: «Se c’è un rammarico? Sì, quello di non aver salutato i tifosi. Come tutte le storie c’è un inizio e una fine: sarebbe stato bello poter condividere un bel finale insieme, non è detto che un addio non possa avvenire con un sorriso, con gioia. Sarebbe stato come un arrivederci tra due amici che prendono due strade diverse. Quello mi è rimasto sul groppone.»



