Gatti: «Marcare Mbappè? Difficile, ma anche Leao e Osimhen non scherzano»

Gatti ha rilasciato un’intervista a TuttoSport, i principali argomenti sono stati il suo percorso dai dilettanti al professionismo, i suoi obbiettivi e qualche
LA STORIA- Gatti è oramai un veterano, non è quel giocatore che si è fatto tutta la trafila nei centri sportivi extralusso. Arrivato alla Juventus dopo un lungo percorso tra Eccellenza e Serie D. Molti al posto suo avrebbero abbandonato le speranze per un posto nel calcio dei grandi, ma lui ha fatto prevalere la sua passione e la sua fame arrivando a 24 anni nella squadra più titolata d’Italia.
COSA DEVI MIGLIORARE?- «I margini sono enormi. Sono cresciuto nella personalità e quella te la trasmettono le partite, l’esperienza e gli errori. Un aspetto per cui sono davvero grato ad Allegri è il fatto di avermi dato la possibilità di crescere. Quando fai un errore e poi vieni messo da parte è dura, invece lui mi ha concesso continuità e questo mi ha permesso di diventare più forte, un giocatore migliore. Poi nella Juve è normale crescere, qui io cresco ogni giorno. Devo migliorare ancora in termini difensivi e di impostazione»
DERBY- «Il derby mi carica sicuramente, ho avuto la fortuna di giocarlo all’andata, è stato il mio primo, in cui per altro ho anche segnato, mentre nella stagione passata non sono stato impiegato contro il Torino. In realtà l’adrenalina da derby la si vive più nei giorni precedenti che proprio nel corso della partita, in quel momento sei concentrato su quello che devi fare a prescindere da chi hai di fronte. In campo pensi solo a vincere»
CHI E’ STATO IL PIU’ DIFFICILE DA MARCARE?- «Sicuramente l’anno scorso Mbappè, ma ce n’è tanti: anche Leao e Osimhen. Direi anche Vlahovic, ma ci gioco insieme. Non puoi staccare la testa per due minuti.»



