Genoa, parla Capello: «Esonero Gilardino? Tempistiche sbagliate!»
A difesa di Gilardino, il quale è stato esonerato nella giornata di ieri, si schiera anche Capello. L’ex allenatore da qualche colpa anche al Genoa, in particolar modo per le tempistiche.
CAMBIO – A sorpresa il Genoa, ieri, ha dato il buongiorno ai propri sostenitori con l’esonero di Gilardino. Nel pomeriggio di ieri sarebbe poi arrivata l’ufficialità della separazione con l’ex attaccante, dando già indizi sul prossimo allenatore del Grifone. In mattinata sarebbe arrivata poi l’attesissima firma di Vieira, il quale, dopo le varie esperienze in giro per i top 5 campionati europei, sbarca anche in Serie A. Di seguito le parole di Capello sulla scelta della dirigenza del Grifone.
Genoa, esonerato Gilardino: accorre in difesa Capello!
SCELTA – «C’è una certa facilità a cambiare, in barba a progettualità e coerenza. Confesso che certe scelte fatico a capirle… Ormai non mi sorprende più nulla. A parte gli scherzi, Gila ha fatto un gran lavoro lo scorso anno e mi sembrava che nelle ultime settimane stesse riprendendo il filo dopo un inizio problematico, tra cessioni importanti sul mercato e tanti infortuni. Ma sono soprattutto le tempistiche a lasciarmi perplesso…»
MOTIVO – Capello incolpa la società per aver preso tale decisione a pochi giorni da un match decisivo: «Innanzitutto, perché tenere Gilardino un mese fa, nel momento peggiore del Genoa, per poi allontanarlo ora che qualche punto stava arrivando? E poi: contro il Como i rossoblù hanno giocato giovedì 7 novembre, sono passate quasi due settimane in cui il campionato è stato fermo, eppure la decisione viene presa a pochi giorni da una partita delicatissima come quella al Ferraris con il Cagliari. Se mi permettete, tutto fa pensare che nel frattempo sia successo qualcosa che non sappiamo tra tecnico e società»
CESSIONI – Altro recriminazione contro la società è stata la scelta di cedere i punti fermi della squadra senza trovare dei sostituti validi: «Indubbiamente. Ma se cedi calciatori come Gudmundsson e Retegui, è normale poi avere delle difficoltà, al di là di chi siede in panchina»



