Fiorentina, Palladino: «Domani una finale. Ho commesso errori!»
Raffaele Palladino, tecnico della Fiorentina, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della gara con il Panathinaikos, ritorno degli ottavi di Conference League.
RIMONTA – La Fiorentina si gioca davanti al suo pubblico il suo cammino in Conference League. La formazione viola è chiamata a ribaltare la sconfitta per 3-2 di Atene per eliminare il Panathinaikos e staccare il pass per i quarti di finale. Raffaele Palladino ha presentato la sfida nella conferenza stampa della vigilia.
Palladino: «I risultati non sono soddisfacenti. Il mio futuro? Ora conta quello della Fiorentina»
PRESSIONE – Queste le sue parole: «L’attesa è stata importante, sappiamo quanto conti questa partita per noi, la società, per i tifosi e tutto l’ambiente. Non vediamo l’ora di scendere in campo, dobbiamo approcciarla come una finale. Sono sicuro che lo stadio ci aiuterà, abbiamo bisogno di loro: sono stati la nostra carica, l’energia e la forza e saranno fondamentali per passare il turno. I risultati non sono quelli che speravamo, è sotto gli occhi di tutti. I dati parlano chiaro: negli ultimi due mesi abbiamo avuto difficoltà. Anche per gli infortuni, che non è una scusante o un alibi. Possiamo fare di più.»
ERRORI – Poi aggiunge: «Se penso di aver sbagliato qualcosa? Assolutamente, di errori ne commetto ogni giorno e credo sia normale. Sono qui per crescere e migliorare e per portare la Fiorentina più in alto possibile. Sto cercando di fare del mio meglio, sono sempre presente al Viola Park: do il massimo per i ragazzi e lo stesso vale per loro. I risultati non sono soddisfacenti e lo capisco ma domani può essere la svolta di questo periodo. Sono quelle partite che se fai giusto e passi il turno, ti danno slancio. Cerchiamo questo.»
FUTURO – Sul suo futuro: «Il futuro mio non è importante in questo momento, lo è quello della Fiorentina. Anzi, presente e futuro. Non quello di Palladino, della Fiorentina. Devo pensare solo al bene e all’amore della Fiorentina, massima concentrazione su squadra, società e ciò che c’è da fare. Gli allenatori sono giudicati in base ai risultati, è il nostro mestiere. Ma ora il mio futuro non conta niente.»
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