Bologna, ecco Vitik: «Mi aspetto tanta pressione. Italiano mi piace!»
Il nuovo difensore del Bologna Martin Vitik si è presentato oggi ai nuovi tifosi nella canonica conferenza stampa.
LEADER – Il Bologna ha il suo nuovo rinforzo per la difesa: sarà il ceco Martin Vitik a raccogliere l’eredità di Sam Beukema al centro della difesa rossoblu. L’ex giocatore dello Sparta Praga ha rilasciato oggi le sue prime dichiarazioni da giocatore rossoblu nella canonica conferenza stampa di presentazione.
Bologna, Vitik si presenta: «Il club ha dimostrato di volermi a tutti i costi, sono contento»
PRESENTAZIONE – Queste le sue parole: «Nei primi giorni, girando e conoscendo i tifosi ho subito respirato il clima che accompagna questo club e che l’ha portato ad ottenere grandi successi. Sono stato molto contento, il Bologna mi ha dimostrato di volermi a tutti i costi già prima di questa sessione di mercato. Poi mi hanno ricontattato e mi hanno rispiegato il progetto: mi hanno fatto capire di volermi davvero. Questo mi ha fatto piacere. L’ultima stagione non è stata facile, né per me né per il club, perché ci sono state delle difficoltà. Ho detto al direttore Di Vaio che nell’ultima stagione ho imparato maggiormente a giocare sotto pressione e mi sento cresciuto dal punto di vista tecnico»
PRESSIONE – Poi aggiunge: «Qui mi aspetto maggiore pressione, ma questo è il calcio. Da quando ho 17 anni ho imparato a giocare sotto pressione e se uno vuole giocare ad alti livelli deve essere pronto. La pressione è uguale per tutti, ma giocando dietro ovviamente si sente un po’ di più. Sto cercando di imparare l’italiano per far sì di migliorare in questo fondamentale, anche se ad essere sinceri molti miei compagni parlano inglese. Mi interessa allenarmi bene ed adattarmi al campionato italiano il più in fretta possibile»
ITALIANO – Le prime impressioni sul tecnico: «Ho parlato con il mister, mi piace molto il suo modo di giocare offensivo. Non vedo l’ora di imparare l’italiano per capire maggiormente le sue richieste e performare al meglio. Finora abbiamo parlato attraverso un traduttore.»



