Bologna, De Silvestri racconta: «Finale? Non ho dormito. Italiano ha ragione!»
De Silvestri è tornato a parlare della notte della finale di Coppa Italia vinta dal suo Bologna, solo elogi a compagni staff e dirigenza. Di seguito un estratto dell’intervista che il difensore ha rilasciato al Corriere dello Sport.
FINALE – «Ho dormito pochissimo dopo la partita, c’erano l’emozione, l’adrenalina, la gioia di quello che abbiamo vissuto. Per me è stata un po’ la chiusura di un cerchio. Italiano? Noi siamo sempre stati sicuri, anche se nelle prime partite abbiamo faticato un po’. Ma era una questione di risultati perché abbiamo sempre creduto in quello che stavamo facendo. E poi, dopo che a Genova vincevamo 2-0 e siamo stati rimontati, qualcosa è cambiato. Ci siamo guardati, detti le cose in faccia e abbiamo affrontato insieme il momento duro»
ELOGI – «C’è una cosa che vorrei fosse scritta: il Bologna è una famiglia, ma soprattutto c’è un gruppo con un capitale umano incredibile. Io parlo spesso con i compagni, raramente alzo la voce e posso dire con assoluta certezza che questo è un gruppo, ripeto, magico. L’allenatore, il suo staff, tutte le persone che lavorano dietro le quinte. Mi raccomando, scrivetelo. E poi la società: cito Sartori, Fenucci, Di Vaio, ma ogni persona che lavora per il Bologna mette in campo il massimo. E poi c’è Saputo: presente, attento, puntuale, mai invadente. Dimostra come si è leader»
Bologna, De Silvestri su Italiano e la vittoria dopo 51 anni!
ITALIANO – «Passionale e appassionato, ci mette anima e corpo. Ha ragione quando dice che non è vincente solo chi alza i trofei e che conta il percorso che si fa. Ma è chiaro che per lui aver vinto è importantissimo: sono felice per il mister e il suo staff».
51 ANNI – «Mamma mia, 51 anni, incredibile. Vedere la gioia negli occhi delle persone, dei più anziani, è stato ed è davvero emozionante. Comunque magari non pensavo a una coppa così, però io una crescita la vedevo. Abbiamo seminato bene, anche con chi oggi non è più con noi. Abbiamo sentito Calafiori, ma nche Soriano, Sansone, Zirkzee… Ci hanno scritto in tanti. Thiago Motta? Lui non l’ho sentito»



