Conte si racconta: «ADL ha capito gli errori! Napoli è il mio colore»
Il tecnico del Napoli Antonio Conte ha rilasciato una lunga intervista in cui ha parlato della trionfale annata appena trascorsa e della prossima stagione che attende gli azzurri.
LEADER – Nello Scudetto vinto dal Napoli c’è ovviamente il marchio di Antonio Conte, che ha raggiunto l’ennesimo grande risultato della sua carriera nel nostro campionato. Nonostante le tante voci dopo la fine del campionato sul suo possibile addio, il tecnico ha deciso di restare, soprattutto dopo aver ricevuto importanti garanzie da Aurelio De Laurentiis. L’allenatore partenopeo ha parlato di tutto questo in una lunga intervista concessa a 7, il magazine del Corriere della Sera.
Napoli, Conte: «L’obiettivo era tornare in Europa, nessuno pensava allo Scudetto. Con l’inter partita chiave»
INCONTRO – Sul decisivo faccia a faccia avuto con De Laurentiis: «Nel nostro incontro ci siamo chiariti, parlare è stato fondamentale. Lui ha capito gli errori o comunque le situazioni che devono essere migliorate. Ho un contratto e il chiarimento è stato il punto chiave. Il resto sono state voci che hanno fatto male, non hanno tenuto conto di come sono fatto io. Juve? Non ho avuto contatti con nessuno perché a chiunque abbia provato a cercarmi con terze persone ho sempre risposto che avrei parlato con il club a fine stagione come si fa sempre. E solo se l’incontro non avesse soddisfatto le parti avrei aperto a un’altra situazione, avendo comunque un contratto con il Napoli per altri due anni»
OBIETTIVI – Poi aggiunge: «Ho firmato un contratto triennale. L’obiettivo era tornare in Europa, costruire basi solide. Non pensavamo di vincere subito, ma lo abbiamo fatto restando fedeli al progetto. Prima di parlare alla squadra, ho parlato al club. Bisognava capire se c’era la stessa visione. L’obiettivo iniziale era tornare in Europa. Nessuno pensava allo scudetto, eravamo partiti con 41 punti di distacco dall’Inter, 20 dal Milan, 18 dalla Juve, 15 da Atalanta, Bologna, Lazio, Roma. Dovevamo scalzarne almeno tre. Ma non ha cambiato nulla. La nostra crescita è strutturale, non episodica. Lo scudetto è solo un passaggio. Il vero obiettivo è restare in alto nel tempo»
CHIAVE – Sulla partita decisiva: «Quella con l’Inter, recuperare lo svantaggio, rischiare di vincere. Dissi pubblicamente per la prima volta: ‹Se vogliamo, possiamo›. Era un messaggio per i miei ragazzi. Ci credevo, dovevano farlo anche loro. Poi nel calcio c’è sempre l’imponderabile. Il pareggio col Genoa ha rischiato seriamente di compromettere lo scudetto: il difensore centrale intercetta un passaggio filtrante nella sua metà campo, passa il pallone e inizia a girovagare nella nostra area, finisce al terzino sinistro che riesce a crossare nonostante io urli a Politano di impedire il cross, e il difensore Vásquez fa gol nonostante fosse in mezzo a tre nostri giocatori



