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Italiano: «Bologna era la priorità. Ecco quando ho scelto di restare»

Vincenzo Italiano, tecnico del Bologna, ha parlato della sua decisione di rinnovare il contratto con gli emiliani, rifiutando la corte del Milan.

INSIEME – Dopo aver accarezzato l’idea di lasciare il Bologna, visto il forte pressing del Milan, Vincenzo Italiano ha deciso di restare in Emilia, rinnovando il contratto con il club rossoblu fino al 30 giugno 2027. Il tecnico ha parlato della sua decisione di restare alla guida dei rossoblu in un’intervista concessa al Resto del Carlino.

Bologna, Italiano: «La squadra è forte. Qui sto bene dall’inizio»

PRIORITÀ – Queste le sue parole: «La mia priorità è sempre stata il Bologna, la priorità era parlare con i dirigenti ed ero convinto che sarebbe andato tutto bene. È una questione di valori umani e tecnici. Qui c’è grande voglia di restare su livelli alti, la squadra è forte, sennò non vinci una Coppa Italia. Qui ho conosciuto persone che mi hanno fatto stare bene, da Saputo ai dirigenti, passando per ognuno che lavora a Casteldebole. E poi il rapporto che ho costruito con i ragazzi: questo per me vale tanto

DECISIONE – Sul momento in cui ha scelto di restare: «Quando mi sono ritrovato su quel pullman scoperto, alla parata: quella marea rossoblù, un’emozione indescrivibile. Ecco, io avevo già deciso, ma la mia decisione lì si è suggellata. L’affetto della gente, di Bologna, mi ha colpito. Quando c’è da decidere, per me queste cose pesano tanto. Quando ho capito che potevamo vincere la Coppa? Dopo la gara persa col Milan il venerdì prima. La sfida di San Siro ci ha permesso di fare delle valutazioni: abbiamo tenuto a riposo qualcuno, siamo andati all-in sulla finale

FUTURO – Sul futuro della squadra: «Non lo devo chiedere io, un Bologna forte. Un Bologna forte lo deve costruire la società, perché questa gente merita di avere una squadra di qualità, che possa arrivare lontano in tutte le competizioni. Perché arrivare in fondo ad aprile e maggio, vuol dire aver lavorato bene. Poi puoi vincere o perdere, ma credo che arrivare in finale sia già un merito. Saremo impegnati su quattro fronti, non si può stabilire prima l’obiettivo. Semmai strada facendo decideremo, come con la Coppa Italia quest’anno. Poi certo, in Europa League dovremo cercare di passare la prima fase. L’Atalanta quante coppe ha vinto? Una. Però poi fa terzo, quarto posto, semifinali, finali. E il livello si alza. Non a caso è una società modello in Italia. Per me, il Bologna non è lontano da quella dimensione

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