Lecce, Sticchi Damiani senza rancore: «Pierotti meglio Dorgu!»
Il presidente del Lecce, Sticchi Damiani, ha rilasciato una lunga intervista in cui analizza la stagione particolare della sua squadra. Non può mancare anche la polemica per diverse decisioni degli arbitri nel corso dei match di sputati. Di seguito un astratto dell’intervista rilasciata al Nuovo Quotidiano di Puglia.
GESTIONE – Sticchi Damiani mostra quanto sia vicino alla squadra e soprattutto quanto senta la pressione in questo finale di stagione: «Sono felice che il nostro modello di calcio moderno e sostenibile sia riconosciuto a livello internazionale. Tuttavia, a dieci giornate dalla fine del campionato, preferisco concentrarmi sul campo piuttosto che su bilanci e strutture»
BIG – «Mi sono chiesto anch’io perché non raccogliamo punti con le grandi. Un dato che pochi notano: solo una volta in questa stagione abbiamo affrontato una big reduce da un impegno europeo infrasettimanale, ed era la Juventus, contro cui pareggiammo. Altre squadre in lotta per la salvezza hanno avuto questa fortuna ben sei volte. Scherzi del calendario…»
SCONFITTE – Sticchi Damiani normalizza il periodo negativo: «In Serie A capita a tutte le squadre di attraversare momenti difficili. Contro l’Udinese siamo stati penalizzati da un rigore inesistente e da un mancato secondo giallo a Payero, episodi riconosciuti anche dai vertici arbitrali. A Firenze, invece, mi aspettavo qualcosa in più, forse hanno pesato le assenze di Pierotti e Helgason. Anche lì, un mancato rosso al 30′ ha cambiato la gara»
Lecce, Sticchi Damiani si è già dimenticato Dorgu!
DORGU – Dopo circa un mese dall’addio di Dorgu dal Lecce ecco che Sticchi Damiani la spara grossa: «Baratterei tutti i riconoscimenti personali con la terza salvezza consecutiva. Vogliamo che i tifosi siano orgogliosi della gestione del club. Rappresentiamo una storia di calcio e appartenenza territoriale: la nostra maglia è un simbolo, non solo un semplice kit da gioco. Anche quando perdiamo o quando vendiamo giocatori come Dorgu, bisogna ricordare che dietro ci sono scelte ponderate. E poi Pierotti, alto a destra, è molto più forte!»



