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Donadoni: «Ecco perché non ho mai allenato il Milan! Il Parma…»

Roberto Donadoni ha concesso un’intervista in cui ha ripercorso alcune delle tappe della sua carriera, tra ricordi e qualche rimpianto.

LIBERO – Senza squadra dal 2021, Roberto Donadoni non ha ancora perso la voglia di allenare. L’ex CT della Nazionale ha concesso una lunga intervista al Corriere dello Sport, in cui ha parlato delle sue esperienze passate, senza tralasciare qualche rammarico per alcune avventure mancate, per esempio quella sulla panchina del Milan, di cui è stato una leggenda da giocatore.

Donadoni: «Galliani non mi voleva al Milan. Ho sperato nelle chiamate di Monza e Parma»

RAMMARICO – Queste le sue parole: «Alla festa dei 125 anni del Milan, a inizio dicembre, ho incontrato il dottor Galliani. Mi ha chiesto del Monza. A Nesta non stava girando bene. Saltato Nesta… Ho sperato che Monza fosse una possibilità. Mi è capitato spesso di pensare a perché il Milan non cercasse anche me. Ci sono passati Leonardo, Inzaghi, Seedorf, Brocchi, Gattuso con l’altra gestione. Galliani diceva che era per Berlusconi, una volta gliel’ho anche domandato. E lui? ‹È Galliani che non ti vuole›. Non sono mai entrato nelle scelte di persone alle quali sono legato, nonostante pensassi che sarebbe stata quella la mia destinazione ideale, la più naturale, quasi fisiologica. Provo rammarico. Ma vivo ugualmente bene. Vedo tanti colleghi che attraverso mille peripezie riescono a dare continuità al loro lavoro. La verità è che non posso essere o mostrarmi diverso da quello che sono.»

PARMA – Sulla sua esperienza a Parma, probabilmente la migliore della carriera da allenatore: «La società aveva problemi serissimi e la Federcalcio ci chiese di portare a termine il campionato per evitare di falsarlo. Facemmo splendide cose, il primo anno raggiungemmo la qualificazione in Europa League, il club era praticamente fallito, il periodo di Ghilardi. Litigio con Cassano? Mai avuto problemi con lui. Ebbe semmai da dire con Ghilardi. Scelse di non scendere in Serie B, eravamo ad un passo dal baratro, liberissimo di decidere della sua carriera, della sua vita. Se pensavo ad una chiamata del Parma nei giorni scorsi? Ho sperato lo facesse. A Parma sono legato, lì ho battezzato mia figlia. Ci sarei tornato di corsa. Hanno scelto Chivu, non mi pare che abbia mai allenato in Serie A.»

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