Serie ATorino

Ventura: «Sempre legato al Torino. Cairo ci ha messo il cuore!»

Gian Piero Ventura ha parlato del legame con il Torino e con il suo Presidente in occasione dei 19 anni della gestione Urbano Cairo.

STORIA – La gestione Urbano Cairo al Torino ha toccato quota 19 anni. Il numero uno del club granata prese il club nell’ormai lontano 2005, diventando così il Presidente più longevo nella storia della società. Per l’occasione La Gazzetta dello Sport ha intervistato Gian Piero Ventura, senza dubbio uno degli allenatori migliori della gestione Cairo in questi anni.

Ventura ricorda: «In 3 anni dalla Serie B all’Europa. Cairo ha salvato il Torino»

INCONTRO – Queste le sue parole, a cominciare dal primo colloquio avuto col Presidente: «Ancora oggi mi sento molto legato a Cairo e al mondo granata. Il momento non era facile nel senso che la tifoseria era rimasta molto delusa per la mancata risalita in Serie A. Affidandomi la squadra per ritentare la promozione, il presidente mi illustrò il suo orientamento ma sui nomi di diversi interpreti non ci trovammo d’accordo. Ebbene, dopo un paio di incontri e discussioni, Cairo seppe sorprendermi con parole di grande umiltà. Io gli spiegai che bisognava creare un mix di valori e caratteristiche, quindi gli parlai di Darmian e Glik come due pilastri difensivi sui quali costruire, poi di Immobile e Cerci per avere la qualità delle giocate offensive, e di altri protagonisti dal nome non famoso, come per esempio Gazzi e Vives, ma capaci di incarnare lo spirito del Toro. Con questi e altri interpreti in 3 anni passammo dalla Serie B all’Europa

BILBAO – Sulla vittoria in casa dell’Athletic Bilbao«Non posso certo dimenticare l’euforia post match del presidente, che volle tornare sul nostro aereo e ci mettemmo a far di contro sugli avversari che avremmo potuto trovare. Era un Cairo felicissimo, coinvolgente. Ma del resto io l’ho sempre visto impegnato emotivamente, oltre che finanziariamente in questa missione torinista di cui si era fatto carico su spinta della madre e dell’intera famiglia, molto tifosa e molto appassionata. Alla guida del Torino non si può certo mettere da parte un tesoro, eppure Cairo per diverse ragioni ha saputo realizzare delle plusvalenze con le quali ha tenuto la società in un equilibrio economico molto virtuoso. Quindi è stato perfetto nel conservare intatta la sua passione, pure nei momenti difficili, dove ha dovuto disattendere ad una giudiziosa politica economica. Il cuore, insomma, ha prevalso sulla ragione. Come capita quando un club ha al suo vertice un presidente innamorato e non un presidente in cerca di affari.»

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