Sabatini rivela: «Vivo attaccato all’ossigeno. Poi su Totti Nainggolan e Maicon!»

Sabatini avrebbe rilasciato una lunga intervista nella quale avrebbe trattato vari aspetti della sua carriera e della sua malattia.
MALATTIA – Queste le parole di Sabatini riguardo le sue condizioni: «Sono un malato cronico ai polmoni e ai bronchi e ho due stent al cuore. Le mie giornate sono pigre, ritmi alti non ne posso tenere. Quando esco lo faccio con la sedia a rotelle, perché mi si è spostata una vertebra e dopo la cementificazione mi ero montato la testa e sono scivolato dal letto, fratturandomi il femore. Sono tutto rotto, ma il vero problema resta il respiro: per parlare senza affaticarmi devo usare l’ossigeno»
Sabatini e l’esperienza nella Roma: da Totti a Nainggolan e Maicon!
TOTTI – «Prigioniero di Roma. Non poteva non esserci egoismo in lui, la vita l’ha condotto su quel sentiero e non ha mai avuto la forza intellettuale di liberarsi. A Roma è stato un prigioniero, già a 17 anni non poteva uscire di casa: l’isteria che ho visto verso di lui l’ha pagata con la solitudine, anche oggi è un ragazzo solo. Totti ha sensibilità e capacità di giudizio. Non gli riconosco la cultura necessaria a vivere nel branco, ma merita di essere un dirigente. Non come Ibra, troppo generico: devono affidargli il comparto sportivo. Gli devono dare un ruolo di responsabile del comparto sportivo: i mestieri si imparano»
NAINGGOLAN E MAICON – Queste le parole di Sabatini riguardo Nianggolan e Maicon rilasciate alCorriere della Sera: «Nainggolan forse è stato il centrocampista più forte che ho avuto, ma era un testa di cazzo notevole. A Roma avevo una persona per recuperare i giocatori in giro alle 3 di mattina. Doveva intercettarli e portarli a Trigoria, in uno spogliatoio a parte, far fare loro una doccia e dar loro un caffè. Con Maicon e Nainggolan capitava sempre. Radja aveva l’obbligo di chiamarmi all’una di notte, ma mi prendeva in giro alla grande. Però non ha mai saltato un allenamento o una partita. I giocatori in attività che fumano sono molti, più di quelli che si pensa; vivono in una bolla. Ai miei calciatori dico spesso di andare in mezzo alla gente per sentire gli umori dei tifosi, magari andare al mercato. E penso che De Rossi l’ha sicuramente fatto»



